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Nel 1966, (anno cruciale per il beat italiano, e non solo) i Camaleonti, nel giro di una settimana, sfornano ben due prodotti validi. Il primo ad uscire è uno tra i migliori esordi a 33 giri insieme a Ragazzi del Sole, New Dada e Corvi, dal titolo The best records in the world by, I Camaleonti. Brani come Se ritornerai, Non sperarlo più e Io lavoro, mettono in luce sia la grinta e la determinazione del gruppo, sia la rabbia con la quale Riki Maiocchi li interpreta. La dimensione "live" (i pezzi sono registrati dal vivo in studio) non fa che sottolineare le .capacità dei cinque. Successivamente, viene pubblicato il primo dei due dischi Tris, con tre pezzi estratti dall'LP sopra citato; i tre episodi sono Io Lavoro, Come mai e i Capelloni. Con l'estate arriva anche il Cantagiro, al quale i Camaleonti prendono parte con Chiedi chiedi che, insieme a Dimmi ciao e I ragazzi del Grab, compongono l'ultimo disco con Riki.

La sua scelta artistica sempre in fermento, lo spinge ad intraprendere la carriera solista nell’autunno del 1966. Riki , confermando la sua fama di innovatore, allestisce un gruppo di musicisti (The Trip) composto inizialmente da giovani inglesi , da lui scoperti, fra cui spicca il chitarrista Ritchie Blackmore , il quale al termine dell’esperienza italiana tornerà a Londra per formare i Deep Purple , uno dei più grandi gruppi della storia del rock mondiale. La sua costante ricerca del nuovo lo porta sulle tracce di un allora sconosciuto Lucio Battisti al quale chiede, grazie anche alla conoscenza e collaborazione di Mogol, un brano fortemente innovativo. Nasce così la canzone “Uno in più” destinata a diventare un simbolo sonoro per una generazione di giovani italiani , inno di un' epoca felice e carica di belle speranze . “Uno in più” rimane il suo maggiore successo sia per le vendite realizzate che per la popolarità conseguita.
   
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